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Weather in Messina

Tourism in Messina and neighborhood...

L'area di Messina e la dirimpettaia costa calabrese sono ricche di testimonianze storiche e culturali che si stratificano da migliaia di anni, rendendo questi territori fra i più ricchi e interessanti da scoprire.
Il sole e il mare sempre pulito e cristallino sono altresì una ricchezza impareggiabile di cui ogni visitatore deve assolutamente godere.
Nessuno potrà inoltre restare deluso dai nostri tradizionali prodotti tipici alimentari...

 

Historical/Artistic interest places

Il Duomo di Messina è il più prestigioso monumento normanno della città voluto da Ruggero II ed eretto a partire dalla prima metà del sec. XII, fu consacrato alla presenza di Enrico IV di Svevia nel 1197 con il titolo di "Santa Maria".

Già nel 1254 iniziarono le catastrofiche vicende del monumento più volte distrutto da incendi (terribile l'ultimo, quello del 1943, per le bombe degli alleati) e terremoti (ricordiamo in particolare quello del 1908 che rase al suolo, o quasi, la città), ma è sempre stato ricostruito conservando nelle linee architettoniche l'antica struttura normanna. La facciata della Cattedrale è composta da fasce marmoree policrome e da rilievi che in origine la ricoprivano quasi interamente.

Il portale maggiore venne realizzato tra la fine del Trecento e il 1534 da Pietro di Bonitate e G.B. Mazzolo. All'interno la basilica è divisa in tre navate da due file di 26 colonne monolitiche con tre absidi e transetto ricoperto nella navata centrale da capriate istoriate con figure di Santi, Angeli, Apostoli Evangelisti. Nell'abside centrale sorge l'altare maggiore ornato da tarsie marmoree policrome, dedicato alla Madonna della Lettera. Il rivestimento della parte anteriore dell'altare, in argento sbalzato, fu eseguito dai Fratelli Juvara nel 1701, raffigura la Vergine nell'atto di porgere la Lettera all'ambasceria messinese. Al centro del baldacchino circondato da putti e angeli in bronzo, è sistemato il quadro della Madonna della Lettera incorniciato nella Manta d'Oro che è opera dell’orafo fiorentino Innocenzo Mangani e risale al 1668.

Lo slanciato campanile è stato costruito dopo il terremoto del 1908 e inaugurato nel 1933. Ogni giorno a mezzogiorno e a mezzanotte tutti gli automatismi del campanile si mettono in moto e rappresentano allegoricamente episodi storici, religiosi riguardanti la città di Messina, con un accompagnamento in sottofondo di musica sacra. Il leone ruggente portabandiera, simbolo dell’indomita volontà che ha animato il popolo messinese nel suo lungo percorso storico, inizia la serie dei movimenti dei vari gruppi.
La bifora ha due campane: quella delle ore fusa nel 1590 e quella dei quarti nel 1679.
Al centro un gallo dorato che lancia il suo richiamo sonoro e sui fianchi le statue di Dina e Clarenza, eroine dell’insurrezione popolare contro le truppe di Carlo d’Angiò nell’agosto del 1282, cui è affidato il compito di battere il tempo. Segue la scena della consegna della Lettera della Madonna ai quattro ambasciatori di Messina preceduti da San Paolo.
Un altro riquadro è dedicato a quattro scene evangeliche: il Presepio, l’Epifania, la Resurrezione e la Pentecoste che appaiono in successione a rappresentare le quattro principali festività religiose. Il quadro successivo con il Santuario di Montalto sacro alla guerra dei Vespri e la colomba che vola ad indicare con l’ala destra la pianta dell’edificio ricorda il portentoso avvenimento della sua edificazione. I quarti d'ora sono scanditi dalla raffigurazione delle quattro età dell’uomo: la fanciullezza, la gioventù, l’età adulta, l’età senile, alla fine appare la morte con la falce. La scena della biga aggiogata ad un cervo nel suo trascorrere indica il giorno della settimana.

Sul lato sud del campanile vi è un globo dorato che indica le fasi lunari, sotto di esso si trova il grande disco del planetario che riproduce il sistema solare con i segni dello zodiaco e, più in basso, il calendario perpetuo con la statua in marmo di un angelo che con la punta di una freccia indica la data del giorno. I meccanismi dell'orologio che danno vita agli automi, al calendario perpetuo e alle fasi lunari, sono stati costruiti dalla Ditta Ungerer di Strasburgo. E’ considerato il più grande orologio esistente al mondo.

Il cosiddetto Pilone di Punta Faro è in realtà un traliccio in disuso della linea elettrica ad alta tensione che attraversava lo Stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia. Difatti questo pilone è il fratello gemello di quello che sta a Cannitello in Calabria. Il traliccio siciliano fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1955 dalla Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES), ed è alto ben 232 metri … la nostra piccola Torre Eiffel insomma!

I conduttori, dovendo sorpassare la superficie marina ad una quota sufficientemente alta, dovevano essere mantenuti in grande tensione per tutti i 3,6 Km della campata; per questo non furono impiegati normali cavi conduttori, ma cavi d'acciaio.L'impianto è rimasto in funzione fino a Settembre del 1994, anno in cui, grazie ad una operazione molto delicata e pericolosa, furono tolti i conduttori e adagiati lungo il fondale marino che unisce le due sponde.Pur non avendo più alcuna funzione pratica, i piloni non furono abbattuti, e oggi rappresentano un'attrazione turistica dello Stretto.
L’Amministrazione Comunale di Messina, in occasione del Grande Giubileo del 2000, ha intrapreso un’importante iniziativa realizzando una illuminazione del Pilone che ne esalta la struttura anche di notte, ottenendo così uno spettacolo molto suggestivo.

ScillaScilla veniva anticamente chiamato in greco antico Skylla o Skyllaion, in latino Scylla, dunque il nome di Scilla potrebbe probabilmente significare "scoglio", in riferimento alla rupe su cui sorge il Castello, la cui prima fortificazione risale all'inizio del V secolo a.C. ad opera dei tiranni di Reggio, come punto strategico di difesa contro i pirati Tirreni che lì, fino a quel periodo, avevano prosperato.
La rupe divenne pian piano una fortezza, tanto che nel III secolo a.C. resistette all'attacco dei Punici, e fu ulteriormente fortificata da Ottaviano Augusto, tanto da essere considerata un "oppidum" che in latino ha il significato di una grande fortificazione.
In epoca medievale il castello ebbe meno fortuna, e cadde sotto i normanni nel 1060.
Nel XIII secolo fu ordinata una ulteriore fortificazione dal re svevo Manfredi di Sicilia, eseguita dal feudatario locale Pietro Ruffo, opera che fu ulteriormente ampliata da Carlo d'Angio qualche decennio più tardi. Nel XVI Secolo Paolo Ruffo, discendente di Pietro Ruffo, ottenuto il titolo di Principe, decise di restaurare il palazzo.
Gli eventi sismici del 1783 arrecarono ravi danni al castello che, divenuto proprietà del demanio all'inizio dell'800, fu restaurato nel 1810. Il terremoto del 1908 però, provocò dannni gravissimi alla parte più antica della struttura.
Nel 1913, la parte superiore venne chiusa per ospitare il faro. Nel periodo fascista, fu adibito ad abitazione per impiegati pubblici. Al giorno d'oggi è stato rivaliutato ed è sede di un centro culturale.

Il quartiere più suggestivo di Scilla è Chianalea ossia Piana delle Galee.
È l'insediamento più antico e suggestivo, situato sul versante settentrionale della scogliera che ospita il castello che la divide dalla Marina Grande. Chianalea offre solo pochi metri di spiaggia essendo quasi tutta la sua costa costituita da scogli e rocce che rendono pericoloso e difficile entrare in acqua. Tutta Chianalea è percorsa da un'unica strada che la percorre nel senso della lunghezza. Elemento piacevole della zona è il grande numero di case, originariamente di pescatori, costruite quasi tutte a ridosso del mare, che le sono valse il soprannome di "piccola Venezia del Sud".

Ricorrenze e feste

 

Traditional Messina's Kitchen

granitaLa granita, diffusa un pò dovunque, è una bevanda tradizionalmente legata alla città di Messina. Fin dal secolo scorso si usava conservare la neve nelle grotte più fredde dei monti più alti, che veniva poi portata a valle con degli asinelli e, unita ai limoni locali, diventava la granita che si usa gustare con una buona brioche calda appena sfornata! Oggi la granita è il simbolo culinario dell'estate messinese. Che sia al limone, alla fragola, alla mandorla, ai frutti di bosco o che sia "na menza cafè con panna" non c'è soggiorno o momento di semplice relax che possa farne a meno.

Spesso confusi con i più nazionali "calzoni" o "panzerotti" a pasta soffice ripieni di mozzarella e pomodoro o prosciutto e formaggio, I pitoni tradizionali messinesi hanno invece un involucro a pasta sottile che non gonfia quasi per niente durante la frittura, e sono ripieni di scarola, formaggio, pomodoro e alici... naturalmente oggi è possibile ordinarli in una grande varità di gusti, in attrezzate "Pitonerie".

La focaccia messinese è un tipo di pizza alto, soffice, che si cucina in forno a legna in grandi teglie. Tradizionalmente è ricoperta di scarola, pomodoro a pezzi e formaggio. Nelle estati messinesi è d'obbligo almeno una volta comprare qualche chilo di focaccia da mangiare con gli amici, magari accompagnata da un buona birra locale!

 

Non dobbiamo naturalmente dimenticare
l'ottimo pesce pescato nel nostro mare.
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